m
Please wait......

Answers

My ideas and views
My religious beliefstommiuz: In vita mia non ho mai sentito l'esigenza di credere in un qualche dio, in virtù di questo sono sempre stato molto critico nei confronti delle religioni in generale.
shamballa: Libera pensatrice,
raffaele: Cattolico
serena: Cristiano
pennylane: Agnostico
davideulisse1986: Ateo
davidcerr: Libero pensatore
walterwhite: Credo in qualcosa, un Dio o chiamatelo come volete, che ha creato tutto, il big-bang o quella massa primordiale dal quale è nato tutto, universo, Terra, uomo, Salvini, ecc...un Dio comunque strano, che non interviene, e a cui farei molte domande...
sonica: Ateo con tendenze blasfeme.
teti: Agnostico
bebe: Agnostica
daniel_petrica: Una volta credevo in dio (catolico) ma ora non credo in niente.
lwhitmore: Cattolico non praticante
antonkra: Non credente
delia: Non posso dire di credere al 100% che esista una divinità, ma non posso neanche dire di non credere. Diciamo che mi piacerebbe che esistesse un essere superiore o qualcosa di buono dopo la morte, anche se ragionando razionalmente, ci sono molti più motivi per non credere. Più che altro mi piacerebbe che esistesse veramente dopo la morte, un posto dove ci sia giustizia visto che quì ce n'è poca.
valya: Sono atea, non sono cresciuta secondo principi religiosi perchè provengo da una famiglia assolutamente laica, per cui non sono nemmeno stata battezzata da bambina.

Io penso che per essere persone spirituali non ci sia bisogno della religione, perché per esserlo basta appunto coltivare la propria interiorità, farsi delle domande e nutrire la propria curiosità con la sete di conoscenza.
Spesso si pensa che le persone non credenti siano materialiste, ma questo non è vero, appunto perché - proprio chi non ha risposte certe all'esistenza - è maggiormente spinto a interrogarsi, a indagare il reale e a porsi domande, in un incessante dialogo interiore con se stesso.

Devo dire che la dimensione religiosa non mi manca per nulla, e il fatto di essere cresciuta al di fuori di qualsiasi credo mi porta molto a relativizzare il pensiero religioso, che secondo me nasce sempre e prende forma all'interno di un contesto storico-geografico-culturale ben preciso. Insomma, vedo la religione come un prodotto culturale ben contestualizzato e spesso mi chiedo come si possa essere convinti che la propria fede sia quella giusta, se al mondo ce ne sono tantissime. Proprio questa abbondanza di credenze mi fa pensare a quanto la religione sia umana ed essenzialmente rispondente a un bisogno innato dell'uomo di avere delle risposte certe e rassicuranti circa la propria esistenza.

Mi piacerebbe pensare e avere una fiducia nella possibilità che esista un Dio che "mondi i peccati del mondo" e "punisca" le ingiustizie esistenti, ma mi rendo conto di come la realtà sia complessa e sfaccettata e di come sia impossibile pensare all'esistenza di un'idea di giustizia universalmente valida, al di là del tempo e dello spazio.

E molto infantilmente mi piacerebbe immaginarmi eterna e immortale, ma so che questa è una delle tante consolazioni del pensiero religioso, il cui fine è dare una speranza all'uomo, atterrito dalla consapevolezza della sua finitezza.
newman: Sono ateo; penso che la religione sia un'illusione a cui l'inconscio ricorre per superare l'angoscia esistenziale data dall'idea della morte e dell'assenza di un padre cosmico; penso che anche le persone più intelligenti possono non vedere le assurdità e le contraddizioni contenute nei libri sacri delle loro religioni. Penso che la religione soddisfi anche il bisogno innato di comunità presente in ogni essere umano.
nuvolo: Sono filo pagano, ma senza essere religioso in realtà. Credo che ci sia qualcosa di divino nel mondo e in tutti noi, ma non gli do' un nome.
trelkovsky: Oscillo tra fasi di arido e disincantato nichilismo e improvvisi slanci mistici
lebonheurdetta: Atea